MEDEA…IL SOGNO di A. De Rosa regia di Antonello De Rosa

MEDEA…IL SOGNO di A. De Rosa regia di Antonello De Rosa

“Se una sola uccisione potesse saziare questa mano, non ne avrei perpetrata nessuna. Anche uccidendone due è un numero troppo piccolo per il mio odio. Se qualche creatura si nasconde ancora nel mio grembo, mi frugherò le viscere con la spada e la estrarrò col ferro.”
Le sfaccettature del personaggio sono tante e tali che Medea può essere vista, di volta in volta, come feroce e vendicativa assassina, come vittima di pulsioni interne incontrollabili, o anche come moglie così addolorata per l’abbandono del marito da arrivare a perdere ogni raziocinio. Tutti passano dalla Porta Antica che conduce alla soglia del baratro del proprio infinito esistenziale e della propria oscu-
rità interiore. Il racconto si dipana attraverso una serie di visioni mentali interne al pensiero di lei; come prospettive lontane nel tempo ma molto vicine. Troppo vicine. “Un sogno troppo reale”. Medea, circondata, invasa dalle sue continue visioni notturne, premonitrici, con il tutto che ancora deve accadere, e che, eppure sembra già accaduto. Purtroppo. Un deserto reale e metaforico che è anche diaspora, solitudine, abbandono; un deserto pettinato da caldi e voluttuosi venti che stravolgono paesaggi, sconvolgono gli animi, diffondono voci e seminano tormenti. Latrati ora capaci di richiamare e riportare al calore di casa, ora di respingere e terrorizzare.

E anime. Anime storpie che dentro a un deserto si muovono, nei venti si inseguono, tra i latrati si ascoltano.

SCENATEATRO Mattinate teatrali Medie e Superiori 2025 – 2026

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