Il tempismo, l’autenticità, la stranezza delle domande dei bambini, spesso hanno il potere di lasciarci sbalorditi…
Proprio da una buffa domanda – che cela probabilmente un inerme bisogno di compagnia – inizia la profonda amicizia fra un aviatore costretto da un avaria al suo velivolo a vagare da solo nel Sahara e un bambino, dolce e misterioso, che gli appare all’improvviso. «Mi disegni una pecora?» gli chiede. Si scoprirà che il bimbo ha lasciato un pianeta dove – in compagnia unicamente di una Rosa – si sentiva troppo solo: da qui ha inizio un lungo viaggio incantato, alla fine del quale il piccolo nuovamente scompare. Il piccolo Principe è una delle favole più amate del Novecento, proprio per la sua dimensione surreale, per la sua ricchezza di metafore che continuano a conquistare lettori di ogni età e tipologia. C’è, nel racconto, una sincera induzione a riflettere sull’interiorità, sul conoscersi meglio – cosa che accade al pilota, alla fine della sua avventura con il bimbo – ci sono sottili ma fondamentali spunti legati a temi universalmente validi come l’amicizia, la solitudine, l’amore, la morte. Ma c’è anche molta della magia, del divertimento e della spontaneità che solo gli occhi dei bambini sanno sprigionare, nel loro
affacciarsi curiosi sul mondo… C’è infine molto dell’autore, Antoine de Saint-Exupéry, pilota capace di eroiche battaglie e uomo dai vertiginosi momenti di solitudine: riverbera nei personaggi della favola la sua romantica figura di combattente coraggioso, di intellettuale idealista e appassionato, di crea tura dalla vita sentimentale tormentata. La scenografia è costituita esclusivamente da suggestive atmosfere di luci e colori, nelle quali scorrono gli elementi essenziali del racconto (l’aereo, i pianetini, il muro del Serpente, la tana della Volpe)
SCENATEATRO Mattinate teatrali Medie e Superiori 2025 – 2026